B8 Atti di adorazione
Niente è più originale di una copia
Docente: Franco Pozzi – pittore
Giovedì ore 20,30
29 marzo; 5, 12, 19, 26 aprile; 3, 10, 17, 24, 31 maggio 2012
N° partecipanti: max 20
Sede: Scuola Media N° 1, P.le Gramsci – Rimini
Contributo: € 90
Da circa un secolo, con la nascita delle avanguardie, ma forse anche dalla nascita della fotografia, in arte il termine copia ha assunto una valenza negativa, svilente. È più originale chi ruba per primo.
Non è sempre stato così.
In passato e, sostanzialmente in termini immutati fino alla fine dell’Ottocento, il magistero della pittura e della scultura passava anche attraverso la riproduzione delle opere dei grandi maestri.
Ogni buona copia si nutriva di due elementi fondamentali: l’amore e la stima per l’artista copiato e - non potrebbe essere altrimenti - la personalità del copista. Si metteva cioè in dialogo con l’originale, lo interpretava e, talvolta, lo superava.
In una griglia a trame molto strette, apparentemente soffocanti e annichilenti, le minime differenze si amplificavano. Se poi si pensa che ogni artista o la sua bottega replicava più volte una propria invenzione il concetto di originalità che appartiene alla nostra epoca viene completamente scardinato. Conosciamo copie di Michelangelo da Giotto, di Andrea del Sarto da Raffaello, di Rubens da Tiziano, di Cantarini da Reni, di Géricault da Velasquez, di Giani da Parmigianino, di Redon da Masaccio, di Degas da Rosso Fiorentino, di Manet da Tintoretto, di Casorati da Piero della Francesca, di Kline da Rembrandt, di Viola da Pontormo…
Materiali per il corso:
- una matita 4b
- un foglio di carta (ruvida o liscia o spessa o sottile)
- una gomma
- un po’ di pazienza
A Pierre Menard e a J.L. Borges
Franco Pozzi
N.B. Il materiale didattico è a carico dei corsisti.



