Roberto Bottazzi – Facoltà valdese di Teologia Roma
Guido Benzi – Istituto superiore di Scienze Religiose
Gian Domenico Cova – Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, Bologna
Yann Redaliè – Facoltà valdese di Teologia Roma
Ernesto Borghi – Università Salesiana di Torino
Piergiorgio Grassi – Università degli Studi di Urbino
Venerdì ore 18,15
4,12 (sabato), 18, 25 novembre; 2, 9 dicembre 2011
Sede: Scuola Media N° 1, P.le Gramsci – Rimini
Contributo: € 50
Programma
4 novembre 2011
Roberto Bottazzi – Facoltà valdese di Teologia Roma
Introduzione al tema dello straniero nell’Antico e nel Nuovo Testamento
12 novembre 2011 (sabato ore 15,30)
Guido Benzi – Istituto superiore di Scienze Religiose
Lo straniero lontano che suscita paura: il nemico.
Il problema della violenza e della guerra contro questo nemico (Giosué, Salmi) nella parola di Dio. Come leggerla?
18 novembre 2011
Gian Domenico Cova – Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, Bologna
Lo straniero di passaggio, l’immigrato e l’ospitalità.
Abramo alle Querce di Mamre (Gen. 18, 1-16)
25 novembre 2011
Yann Redaliè – Facoltà valdese di Teologia Roma
Il samaritano segno del farsi prossimo.
Il cristiano come straniero
2 dicembre 2011
Ernesto Borghi – Università Salesiana di Torino
Il povero, l’orfano, la vedova nella Bibbia: cenni generali e lettura di testi
9 dicembre 2011
Piergiorgio Grassi – Università degli Studi di Urbino
Lèvinas: il volto dell’altro
“Non tormenterai lo straniero e non lo affliggerai, perché anche voi siete stati stranieri in Egitto” (Esodo 22,20). Tra tutti i precetti rivelati da Dio sul Sinai, questo è forse, oggi, il meno recepito. L’idea che lo straniero sia mio prossimo è, nella società civile contemporanea, quasi completamente rinnegata, soprattutto quando, come si legge nella Bibbia, lo straniero è vicino, cioè appunto prossimo. Per questa ragione il comando biblico, in una società come la nostra piena di “arrivi”, è veramente una sfida divina.
L’uguaglianza di tutti gli esseri viventi davanti a Dio è infatti provata proprio dal nostro rapporto con lo straniero. Del resto, non dimentichiamo che ognuno di noi è a sua volta straniero di fronte ad altri, e in qualche modo anche di fronte a se stesso, se non impara appunto a identificarsi con chi va in cerca di una pace che consiste essenzialmente nell’accoglienza.
Paolo De Benedetti



